APEL - ITALIJA - TRST

Objavil/a Vojko Bernard, dne 2009-01-11 ob 21:35:54
Venerdì 9 gennaio un giornale ha denunciato una barbarie indegna di un Paese civile perpetrata contro una donna e sua figlia malata; quelli che erano indicati dal giornale come "responsabili" hanno querelato il giornale stesso. Come tutti sappiamo, la verità stà sempre nel mezzo e non dobbiamo permettere che chi denuncia delle cose che non fanno piacere venga "imbavagliato" e costretto al silenzio. Dobbiamo avere la possibilità di avere una pluralità di informazioni per poi metterle assieme e farci un'idea nostra del caso, se no vuol dire che siamo sotto dittatura, dove tutti i mass-media diffondono solo ed esclusivamente le notizie che vuole il regime. Eccovi i link da mandare ai vostri amici via mail pregandoli di girarli ai loro amici. Se potete, mettete queste indicazioni anche nei blog che frequentate. Quanto più riusciremo a diffonderle, tanto meglio sarà. Per piacere, mandate all'articolista che ha avuto il coraggio di denunciare queste cose, e che ora rischia il posto di lavoro per questo, attestazioni di stima o messaggi di incoraggiamento e solidarietà. Questa è la sua mail_ cristiana.lodi@libero-news.it E' importante che ci diamo da fare tutti affinchè non ci venga negata la libertà di parola e di informazione, che purtroppo è quello che sempre più frequentemente sta succedendo in questo Paese, fintamente "democratico" e civile. Grazie dell'aiuto! http_//www.aipsimed.org/sites/default/files/libero.pdf Trieste, 11 Gennaio 2009 Oggetto_ caduta del velo omertoso L'ottimo e veritiero articolo della giornalista Cristiana Lodi accanto al puntuale ed incisivo intervento del dottor Luigi De Marchi apparsi su “Libero” il 9 gennaio hanno di fatto sollevato un vergognoso velo di omertà che da decenni caratterizza i servizi psichiatrici ( e non solo) di questa città. Le reazioni della nomenclatura per voce di uno dei suoi massimi esponenti, Dottor Dell'Acqua, non si sono fatte attendere ed il giorno 10 gennaio complice il quotidiano locale da sempre fedele alleato dei “riformisti di sinistra” ha pubblicato un articolo in cui si negavano i fatti riportati da “Libero” addirittura affermando che la signora in questione sarebbe stata “pilotata” da estremisti di destra e da un prete noto a tutti come esorcista (neanche ci fosse qualcosa di male nell'essere esorcisti). E' lampante come il sole che gli psichiatri di Trieste non sappiano più che pesci pigliare davanti ad una denuncia tanto eclatante quanto vera e si appiglino agli slogan degli anni '70 in cui qualunque critica mossa loro veniva bollata come fascista. In questo caso si sono superati accomunando il clero ai fascisti in pieno stile “NO PASARAN!” di spagnola memoria. La psichiatria a Trieste rappresenta il cuore, o meglio il cervello, di un sistema che parte dalla sanità e che è riuscito ad allargarsi a moltissimi settori della società “grazie” al fitto intreccio di rapporti politico – economici i cui attori sono da sempre le Cooperative rosse, i vari partiti di sinistra e tutti quei settori del pubblico in cui questi signori hanno attecchito come una metastasi. Sicuramente il “sociale” è l'ambito dove questi signori sguazzano da decenni avendo come punto di riferimento le aziende sanitarie da sempre nelle loro mani, che a loro volta garantiscono la vita a decine di cooperative “amiche” tanto che a Trieste da tempo immemore tutti gli appalti vengono vinti sempre dagli stessi consorzi di cooperative che come le scatole cinesi di volta in volta presentano nomi diversi. Ad alcune di esse fino a poco tempo fa il settore pubblico donava gratuitamente sedi, servizi ecc. ecc. alla faccia del libero mercato e dell'aziendalizzazione atta a contenere i costi ed a migliorare i servizi del settore sanitario. Andando a ritroso nel tempo per percorrere passo passo lo scempio che questa povera città sta subendo da 30 anni dobbiamo partire dal famoso congresso che “Psichiatria Democratica” (costola del P.C.I. del tempo) tenne a Gorizia ed in cui si sancì che la loro “rivoluzione” doveva partire proprio da queste terre, rivoluzione anti - borghese atta a liberare i “matti” (come chiamano loro molto umanamente e professionalmente le persone affette da disagio psichico) dal giogo di una società egoista che relegava l'essere più debole in assoluto in delle prigioni mascherate da ospedali...i famosi manicomi. Il dottor Basaglia ( ex repubblichino catturato dai partigiani come confermato anche nel libro “Vincitori e Vinti” di Bruno Vespa) dopo essere stato cacciato dal manicomio di Gorizia di cui era direttore fu chiamato dal giovane moroteo Zanetti che all'epoca era Presidente della Provincia di Trieste per dirigere l'Ospedale Psichiatrico Provinciale della città. Fin dall'inizio entrò in rotta di collisione sia con la vecchia nomenclatura che lavorava all'interno dell'O.P.P. , sia con la giustizia. Proprio per questo partì una sorta di crociata in cui giovani psichiatri comunisti giunti da tutta Italia freschi di laurea da 18 politico ottenuta durante gli anni della contestazione sessantottina , il P.C.I. , tutto l'apparato propagandistico ad esso annesso, giovani idealisti in buona fede e tanti altri personaggi si mossero in gran numero verso Trieste colonizzando l'Ospedale Psichiatrico ed aprendone le porte. Naturalmente la liberazione dei “matti, in tutto questo processo propagandistico comunista rappresenta l'asse portante, la famosa utopia a cui tutti anelavano nel nome della solidarietà e dell'umanità. Quando le persone affette da disagio psichico furono “liberate” ma di fatto gettate tra le fauci del loro destino essi morirono (solo qui a Trieste) a centinaia suicidandosi in primis oppure vittime delle estreme condizioni di disagio di esseri gettati in una società che non capiva e fondamentalmente aveva paura di loro. I “rivoluzionari” riuscirono a dire che ogni rivoluzione ha i suoi morti!!!Quei morti però non erano le loro madri od i loro padri, erano “carne da cannone” e questo ci rimanda a Mussolini quando disse che aveva bisogno di qualche migliaio di morti per sedersi al tavolo dei vincitori. Centinaia di ragazze “matte” lasciate a sé stesse partorirono figli di nessuno , infatti proprio in quegli anni si ebbe un picco elevatissimo di affidi in questa città. Nel frattempo i “rivoluzionari” cominciarono ad assestare il primo nucleo di potere accalappiando tutti i posti di dirigente anche grazie all'accorpamento degli O.P. nel S.S.N. Anche gli infermieri psichiatrici del manicomio che collaborarono all'apertura dello stesso furono premiati acquisendo senza titoli l'equiparazione ad infermieri professionali grazie ad un corso interno fittizio di un anno tenuto dagli psichiatri stessi. I malati sopravvissuti a questa “liberazione”ritornarono nelle rispettive famiglie del tutto impreparate a gestire una patologia di tale gravità mentre sul territorio sorgevano i primi Centri di Igiene Mentale ( i Centri di Salute mentale di oggi).Questi centri, nel pensiero primario ed utopico di Basaglia sarebbero dovuti essere solo il punto di partenza della riabilitazione sociale di queste persone fino ad allora segregate negli ospedali psichiatrici.(oggi sono solo il punto di arrivo). Vennero eliminate le cartelle cliniche, venne annullata una qualsivoglia prova scritta degli effetti nefasti di questa “liberazione” e tutto passò alla via verbale con grandi proclami, slogan, politica, convegni e tutto quello che in una parola si può riassumere in retorica. La sofferenza delle famiglie, dei malati e tutti i drammi connessi furono relegati in secondo piano da un apparato efficientissimo di propaganda e diffusione del “verbo”...verbo pregno di solidarietà, egualitarismo e soprattutto di interessi economici. E' indicativo quell'episodio accaduto nel 1989 al C.S.M di Barcola quando un malato che da 20 anni soffriva di delirio cronico grazie ad un nuovo farmaco (Risperdal) ritornò in sé e chiese al primario di non assumere più la terapia perchè preferiva rimanere “matto” piuttosto di vedersi ridotto in quelle condizioni. Condizioni che erano_ sporco, barba lunga, capelli lunghi, barba incolta, vestito male, alcolizzato, senza amicizie che non fossero gente come lui, abitazione fatiscente e sporchissima dell' ATER a Gretta, senza una lira, evitato da tutti perchè molesto, famigliari in primis. Prospettive lavorative zero, prospettive di vita nulle che non fossero quelle di frequentare un C.S.M. unico posto dove veniva in qualche maniera sopportato. Morì dopo pochi mesi per la rottura delle varici esofagee causate dall'alcool in un mare di sangue dovuto all'emorragia massiva che lo colse da solo come un cane a casa sua. Questa persona, chè di una persona si parla, tutto d'un tratto grazie ad un farmaco innovativo uscì dall'incubo della psicosi e si ritrovò ad essere l'ultimo tra gli ultimi, un rottame sociale, una specie di mostro immondo di cui tutti avevano timore...chi di noi avrebbe avuto il coraggio di riprendere a vivere in un mondo che ormai ti aveva etichettato per sempre in tale maniera?Alla fine scelse di ritornare “matto”...almeno non si sarebbe reso conto del male che avrebbe subito. Ancora...quando il C.S.M di Domio inviò un malato ai famosi “percorsi terapeutici” tenuti dalle loro cooperative (pet terapy con i cavalli) egli fu...sembra una barzelletta...messo su un cavallo a dondolo tutto vestito e bardato da cavallerizzo. Il suo compagno di appartamento in compenso (CSM DOMIO) morì per un tumore del muscolo alla gamba destra dopo che per mesi e mesi si lamentava di quella strana grande palla che gli era cresciuta gradualmente e che nessuno si interessò di indagare. Ovviamente sarebbe potuto essere salvato se solo fosse stato operato in tempo. Sempre al CSM Domio un'altro “matto” ex dipendente ospedaliero con un tumore terminale fu tenuto gli ultimi mesi della sua esistenza ricoverato presso il C.S.M e gli passavano un pacchetto di “MS” al giorno. Ebbene, quando morì si scoprì che aveva 25milioni di lire in conto ( e l'assistente sociale del Centro lo sapeva benissimo).Una settimana dopo come locuste i parenti si precipitarono sull'eredità. Perchè questa persona negli ultimi 3 mesi di vita con 25milioni in tasca non fu fatto vivere bene ad esempio in un Hotel a 5 stelle? Perchè dovette subire l'umiliazione di farsi passare un pacchetto di sigarette di pessima qualità vivendo in un ambiente trasudante di sofferenze varie come un C.S.M? Ritornando agli interessi economici questi cominciarono a concretizzarsi con la creazione delle famose cooperative sociali che dovevano favorire l'inclusione sociale dei malati ed in generale dei più deboli. A Trieste gli Enti Pubblici in mano alla sinistra democristiana ed ai comunisti cominciarono a far vincere sistematicamente gli appalti pubblici a queste cooperative in un regime di trust scandaloso alla faccia del libero mercato. A capo di queste cooperative naturalmente furono messi gli uomini più fidati e solidamente agganciati al partito comunista tanto che ancora oggi un ex infermiere dell'Ospedale Psichiatrico ne è il Presidente percependo anche lo stipendio di dipendente pubblico!!! Tutti sanno come una cooperativa dovrebbe funzionare al suo interno mentre qui molto astutamente avendo esse una pletora di soci “con problemi” questi signori le utilizzarono come delle vere e proprie S.P.A. ammantate di un ipocrita patina di solidarietà. Bisogna dire che questi signori ebbero un'intuizione geniale_ utilizzare tutti i vantaggi fiscali della cooperazione lavorando in trust con gli Enti Pubblici con ricavi da multinazionali. In una parola geniali!. Ed i malati?Nel corso degli anni, man mano che le risorse pubbliche si riducevano e gli appalti erano sempre meno “grassi” si cominciò l'aziendalizzazione vera e propria delle cooperative con l'esclusione dei malati che non riuscivano a reggere i nuovi ritmi di lavoro, alla faccia della solidarietà sociale. In questo radioso cammino rivoluzionario ovviamente non poterono mancare i rapporti internazionali ed infatti questo gioioso modello fu presentato al mondo spacciandolo per psichiatria sociale. Ovviamente in 30 anni gli Stati più evoluti lo rigettarono mentre esso formalmente fu considerato da Cuba, da Santo Domingo ed altre realtà sud americane. Accanto a questa predisposizione del regime cubano notoriamente “democratico” e “solidale”, furono tessuti intrecci economici di non poco conto che, sempre con i soldi pubblici italiani, sfociarono in investimenti come il famoso albergo di S.Domingo dove ufficialmente i “matti” dovevano passare le vacanze ma che in realtà serviva e serve alla nomenclatura per le sue ferie. Famosi sono i convegni, gli stages ecc ecc che gli psichiatri basagliani hanno tenuto in Palestina a favore della salute mentale di quel popolo costantemente in guerra (SIC!). Alcuni anni fa addirittura la Regione Friuli Venezia Giulia grazie all'Assessore Antonaz (intimo amico dei basagliani) di rifondazione comunista finanziò una radio privata palestinese che incitava all'odio contro Israele. Quali rapporti hanno da sempre questi signori col terrorismo internazionale? Quali oscuri motivi li hanno portati a tessere rapporti economico culturali col regime di Castro? Perchè questi basagliani negli anni '70 accolsero e nascosero un membro sfuggito alla giustizia tedesca della famosa Bader Meinhoff (R.A.F di cui si può trovare la foto sul libro “ Trieste racconta Basaglia”) tanto che esso lavora tutt'oggi presso il Dipartimento di Salute mentale di Trieste ricevendo i lauti premi di produzione ( l'ultimo nel 2008) dal Direttore Generale dell'Azienda n.1 Triestina? Che rapporti hanno questi signori con Hamas e gli Herzbollah? Da anni ed anni intrattengono rapporti culturali ed economici con i territori controllati da queste organizzazioni terroristiche come li intrattengo in Kosovo ed in Bosnia tanto che la più grande delle loro cooperative (la Franco Basaglia) ha vinto degli appalti internazionali nella parte musulmana dei Balcani. Ritornando all'evoluzione o per meglio dire involuzione cittadina di questa “rivoluzione culturale di massa” fin dagli anni '90 questi signori riuscirono grazie ad accordi politici ad arrivare ai vertici della sanità triestina tanto che riuscirono a farsi creare una Azienda Sanitaria tutta per loro che tutt'oggi esiste. L'A.S.S. N° 1 Triestina con a capo l'ex n° 2 di Basaglia...Franco Rotelli.( quel signore che per intenderci fu l'unico tra i medici a non firmare l'appello di solidarietà a favore dell'On.Aldo Moro all'epoca del suo rapimento da parte delle B.R.) Naturalmente questa Azienda inglobò la sua gemma originaria cioè la psichiatria ed infarcì tutti i posti dirigenziali, organizzativi e di comando con i loro accoliti, tutti rigorosamente legati all'ex partito comunista, poi D.S. ed ora PD. Parallelamente “occuparono” con i loro uomini anche la CISL sanità (unica voce che rimaneva fuori dal coro fino a pochi anni fa) ed addirittura il Collegio Infermieri (forte di migliaia di tesserati del settore) in modo da avere un controllo totale ed assoluto di tutta la realtà sanitaria e sociale della città. Se vogliamo ipotizzare un “modello di sviluppo” questi signori stanno ricreando nel grande tramite questa Azienda Sanitaria ciò che crearono nel piccolo in psichiatria nel nome di “liberi tutti”. Il nuovo target di popolazione debole su cui fondare i propri allori sono gli anziani, popolazione in enorme crescita e con zero voce sociale, proprio come erano e sono tutt'oggi (alla faccia delle loro dichiarazioni di sempre) i “matti”. Gli slogan sono gli stessi_ chiudere le case di riposo!L'anziano deve rimanere da solo a casa sua! Deospedalizzazione a tutti i costi e finta assistenza domiciliare!Il modello si sta ripetendo come una carta carbone. Infatti quando “liberarono” negli anni '70 poche persone dall'Ospedale Psichiatrico i CIM riuscirono in qualche modo a gestirli...quando liberarono tutti nacque il pandemonio che ancora oggi le famiglie vivono sulla loro pelle. La stessa cosa è successa per l'assistenza domiciliare...all'inizio tutto funzionava perchè gli anziani assistiti erano pochi e con patologie non gravi, oggi come oggi sta succedendo l'implosione del sistema con un allargamento dei servizi ed una riduzione delle risorse col risultato che come sempre tantissime famiglie subiscono l'utopia di pochi e ben interessati personaggi. Oggi come allora abbiamo un enorme surplus di riunioni, convegni, grandi progetti ecc. ecc...insomma l'apparato si è mosso ( è sempre lo stesso con altra etichetta) sulla falsa riga della prima esperienza e con l'aiuto determinante dell'unico quotidiano locale schierato apertamente. Alcuni anni fa ad onor del vero nacque una realtà che si poneva diversamente rispetto al pensiero unico basagliano ed infatti si costituì una cooperativa sociale (vera) autonoma composta da famigliari e malati gravi di mente abbandonati a sé stessi. Il risultato fu che questa famosa Azienda Sanitaria inviò loro i N.A.S,ispettori dell'Azienda stessa, bloccando loro i permessi necessari, vessandoli con controlli assurdi quali la misurazione dei battiscopa della cucina pur di affibbiare loro multe e sospensioni dell'attività. Dopo tre anni queste persone furono costrette a desistere sommerse dai debiti e dai controlli incessanti anche perchè ovviamente l'Azienda sanitaria rifiutò ogni tipo di convenzione o collaborazione. I malati furono gettati in strada, le famiglie ripiombarono di nuovo nei loro manicomietti privati costituiti dalle mura domestiche tanto che una delle persone (Sergio I.) che era ospite della comunità morì d'infarto presso il Servizio di diagnosi e Cura del Dipartimento di Salute Mentale “grazie” a tutto quello che dovette subire dalla chiusura della comunità in poi. Del prete che tanto fece per lui (parroco di Revoltella al tempo) i basagliani dicevano che era un gay, che aveva interessi occulti e tanto altro...un poco come il Dell'Acqua ha detto ultimamente nel caso della signora Tercic,Stesso copione, stesse “buone pratiche”. E' importantissimo dire anche che, nonostante una legge firmata Bindi - D'Alema in cui è previsto che il malato mentale non possa essere ricoverato in una casa di riposo, a Trieste ci sono decine e decine di giovani ed anziani malati di mente ricoverati nelle case di riposo come ad esempio la casa di riposo Napoleon ( che non viene mai controllata) gestita dal figlio di un ex infermiere psichiatrico (guarda caso).Tutti sanno ma nessuno dice nulla. Questa è l'altra faccia della mancata assistenza dei Basagliani a Trieste e della loro incredibile ipocrisia sociale. Nonostante in Italia esistano delle rigide leggi che regolamentano la sicurezza sul lavoro a Trieste non c'è uno, dico un C.S.M che le rispetti, senza contare che tutti gli arredamenti degli stessi sono stati forniti in 30 anni dalla stessa ditta senza appalti naturalmente.(cosa che è avvenuta anche presso l'Azienda Sanitaria ovviamente). Questa gestione generalizzata da “buon padre di famiglia” della Res Publica naturalmente si è evoluta come ad esempio quando aprirono alla fine del 2007 un Distretto Sanitario completamente fuori norma rispetto alla legge regionale di accreditamento delle strutture sanitarie. Tale fatto fu denunciato ampiamente dai dipendenti in tutte le sedi competenti interne ed esterne all'Azienda tanto che qualcuno addirittura mise un video su you tube (http://it.youtube.com/watch?v=AO-aTLjHmus) denunciando lo scandalo ma il potere e l'intrallazzo politico di questi signori riuscì a bloccare ogni tipo di controllo (Ispettorato del Lavoro in primis) tanto che ancora oggi pazienti e personale lavorano ad alto rischio, per non parlare di una R.S.A. in cui quotidianamente gli anziani sono sottoposti al rischio d'incendio senza che nessuno intervenga. Questa città, dopo aver patito le conseguenze della guerra ed i suoi orrori, dopo essere stata defraudata di quasi tutte le sue risorse economiche attive, dopo esser diventata una enorme casa di riposo infarcita di dipendenti pubblici e pensionati ha il diritto di risollevarsi e di riemergere nel nuovo scenario europeo ed internazionale. I basagliani ed i loro accoliti sono purtroppo solo l'espressione peggiore di tutto un subtrato che ha trovato a Trieste il terreno di coltura adatto per incistarsi, crescere e proliferare. Da sempre si dice che Trieste è il laboratorio politico italiano per antonomasia ma purtroppo è anche un laboratorio di fenomeni sociali che guarda caso subito dopo interessano anche il resto del Paese come ad esempio l'invecchiamento della popolazione, l'impoverimento progressivo e tanto altro. Giocoforza bisogna cominciare proprio da qui il processo evolutivo della nostra società perchè quando Trieste uscirà dal tunnel essa sarà sempre la cartina di tornasole dell'Italia, come lo è stata nel male cosi' lo sarà nel bene. Sta a tutti noi, anche singolarmente, adoperarci affinchè tutto questo accada. http_//www.aipsimed.org/?q=node/3097 -------------------------------------------------------------------------------- Scopri le novità! La tua vita, i tuoi interessi, tutto insieme su Windows Live. --------------------------------------------------------------------------------
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Vojko  Bernard
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Objavil/a 2009-01-11 21:35:54 (Jan 11, 2009)
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